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La ricostruzione della città di L’Aquila e del suo territorio richiede di più del difficilissimo ripristino di una normalità.
«Le ferite esigono una prospettiva straordinaria: fare della rinascita dei luoghi violati un modello esemplare di progettualità e di governo.»

Logo un manifesto per l aquila

Logo del Comitato civico.

Il Comitato civico Un Manifesto per L'Aquila ha elaborato 10 principi base per affrontare un progetto di ricostruzione.


Il sisma devastante che ha colpito l’Abruzzo e con particolare crudeltà la città di L’Aquila e la sua provincia ha ferito profondamente un paese già in lotta con gli effetti di una crisi economica mondiale, ha deturpato un tessuto urbano diffuso di grande valore dal punto di vista artistico, storico, delle tradizioni locali, ha segnato in maniera indelebile l’anima dei suoi abitanti, con la perdita delle persone care, della certezza della propria casa come porto sicuro, dei luoghi collettivi della memoria, personale e familiare, come elemento di identità e appartenenza. Al tempo stesso è stato, però, un'occasione di eccezionale risveglio della solidarietà nazionale e una prova ammirevole di dignità da parte delle popolazioni colpite.

Un progetto collettivoModifica

La presenza delle istituzioni nell’emergenza, necessarie e vicine a chi soffre, il senso della comunità, che ha trovato espressione nella solidarietà umana di queste settimane drammatiche, debbono trasformarsi in uno sforzo collettivo altrettanto straordinario per la costruzione del futuro, il futuro della comunità abruzzese ma anche del paese come collettività nazionale, la prova della sua capacità di mettere a frutto le eccellenze locali e insieme di aprire la collaborazione con le migliori esperienze nazionali e internazionali, di progettare con intelligenza e sensibilità guardando lontano, di tessere il dialogo fra i cittadini e le istituzioni.

Un progetto innovativoModifica

La ricostruzione della città di L’Aquila e del suo territorio richiede di più del difficilissimo ripristino di una normalità oggi inimmaginabile. Le ferite chiedono, per essere risarcite, una prospettiva straordinaria: fare della rinascita dei luoghi violati un modello esemplare di progettualità, per l’attenzione alla qualità della vita e per l’innovazione tecnologica, orientata, oltreché alla doverosa sicurezza, al rispetto dell’ambiente. E farne anche un modello esemplare di governo, per la condivisione delle decisioni, per l’efficacia e l’efficienza, e dunque per i tempi, della realizzazione, per la trasparenza della gestione. L'Università, luogo di futuro per eccellenza, spina dorsale della città, deve accompagnare la rinascita del territorio, diventando esemplare per la qualità dell’accoglienza, lo spessore della ricerca, la capacità di fare sistema con il tessuto imprenditoriale attorno ad una ricostruzione modello, che faccia scuola per qualità ambientale ed estetica, efficienza economica, rispetto delle risorse naturali e del territorio.

Un progetto chiaroModifica

I dieci principi del manifesto sono un invito e una guida per quanti sono chiamati a essere parte attiva di questa rinascita, impresa difficile e opportunità straordinaria, i punti attraverso i quali ai cittadini sia garantito un progetto chiaro e la possibilità di concorrere a disegnarlo e di vigilare sulla sua realizzazione.

È uno sforzo collettivo che chiama in causa la responsabilità e l’impegno individuali e istituzionali, dei cittadini e degli amministratori, del mondo economico e della società civile. Ed è uno sforzo urgente.

  1. REALIZZARE UNA RICOSTRUZIONE MODELLO PROIETTATA NEL FUTURO che concili sicurezza, attenzione all’ambiente, efficienza ed efficacia economica
  2. METTERE AL CENTRO DELLA PROGETTAZIONE EDILIZIA E URBANISTICA LA PERSONA, rispettandone il legittimo desiderio di vivere in un ambiente sano, confortevole e sicuro
  3. UTILIZZARE LE CAPACITÀ, LE CONOSCENZE E IL POTENZIALE CREATIVO LOCALI per sviluppare un modello urbano che rispetti la specificità del territorio e segni la sua propria via alla sostenibilità ambientale e sociale
  4. RISPETTARE LA STORIA E LA CONNOTAZIONE DELLA CITTÀ E DEL TERRITORIO conservandone i luoghi e le forme espressive, architetture e apparati artistici, il tessuto sociale, le comunità e la destinazione
  5. RISPETTARE E RILANCIARE LA VOCAZIONE AMBIENTALE, CULTURALE E ARTISTICA DELLA CITTÀ E DEI SUOI DINTORNI come strumento di identità e di coesione sociale e come investimento per lo sviluppo economico
  6. PENSARE LA RICOSTRUZIONE E IL RESTAURO COME OCCASIONE DI CRESCITA ATTRAVERSO L’INNOVAZIONE, tecnica e tecnologica, urbanistica, delle forme della vita collettiva e delle relazioni sociali
  7. SALDARE ATTORNO ALLA RICERCA DELLA QUALITÀ AMBIENTALE LA RICOSTRUZIONE EDILIZIA, IL POTENZIALE UNIVERSITARIO E LA CAPACITÀ IMPRENDITORIALE, creando le condizioni per la nascita di un polo di eccellenza nazionale, di ricerca e produttivo, nel settore dell’edilizia sostenibile
  8. REALIZZARE UNA RIQUALIFICAZIONE URBANA DI ALTA QUALITÀ ESTETICA, FONDATA SULL’EFFICIENZA, SUL RISPARMIO ENERGETICO E SULL’UTILIZZO DI ENERGIE RINNOVABILI, che riduca al minimo il consumo di territorio e delle sue risorse naturali
  9. APPLICARE I CRITERI DELLA TRASPARENZA ASSOLUTA E DELLA PARTECIPAZIONE per mettere a frutto le intelligenze diffuse e assicurare la più completa vigilanza sulla legalità
  10. FARE DELLA RICOSTRUZIONE L’OCCASIONE DI UN PATTO DI FIDUCIA FRA CITTADINI E ISTITUZIONI, fra società civile e politica, fra livelli diversi di potere.

ReferentiModifica

  • Sergio Nannicolareferente per i beni culturali
    e-mail: nannicola.sergio@libero.it
  • Leda Bultrini – referente organizzativo

ContattiModifica

  • e-mail: info@unmanifestoperlaquila.it

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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